"Mi considero un iniziatore perché sto vedendo nascere entrambi i progetti"
12.04.2013 10:03 di Redazione ParmaLiveQuarters Pacco Marrone 717 Sport Calzini 6 safari nocciola Unisex Da  articolo letto 587 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Su udineseblog.it si può leggere una lunga intervista a Andrea Coda, recentissimo ex della prossima sfida in programma al Tardini di Parma tra la sua attuale squadra e quella friulana, di cui vestiva la maglia fino a gennaio scorso: "Sicuramente è un po' strano dopo 7 anni passati in Friuli, mi lascia esterrefatto affrontare l'Udinese: però devo dire che a Parma ho trovato un ambiente che mi ha accolto splendidamente sia come staff, sia come medici. I compagni poi sono eccezionali, i tifosi sono vicini, nonostante il periodo in cui sono arrivato non fosse stato dei migliori. Somiglianze tra il progetto Parma e quello Udinese? Il progetto è allettante, hanno messo a disposizione un centro sportivo di qualità, con pernottamento. Io non ero mai andato in albergo in ritiro nel centro sportivo".

Quali le differenze tra le due realtà?
"Parma è più famiglia perché ha meno persone, anche se a Udine conosciamo tutti il progetto e l'affiatamento. Parma è il massimo come Udine, sono cascato in piedi".

Coda, uno che sta vivendo la nascita di modelli diversi:
"A Udine ho visto crescere tutto, forse mi considero un iniziatore perché sto vedendo nascere entrambi i progetti".

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Qual è il rammarico più grande vissuto a Udine?
"Sette anni, avrei voluto giocare un preliminare di Champions: peccato per l'infortunio, l'altro è stato una scelta tecnica. E' già stato un sogno raggiungerli, assieme ai tifosi. La conferma di Zapata, Inler e Sanchez è stata importante, peccato per non essere andati avanti in Uefa, da lì è partito il calvario mio personale".

Oggi come stai?
"Sto bene, i recuperi li faccio in anticipo, ma non credo che Donadoni mi utilizzerà. I movimenti sono quelli che sono".

Mancherà Totò, forse non lo incrocerai più:
"Domenica Totò sarà un'assenza importantissima: ma Muriel è un fenomeno, non sottovalutiamolo, Maicosuel, Ranégie possono fare bene. Muriel però è davvero un campione, è un giocatore che si deve affermare, ma ha colpi da campione. Totò è Totò, non si può paragonare con nessuno. Per il futuro secondo me giocherà ancora. A ottobre farà 36 anni, ma ha fatto 17 gol, non scordiamolo. E' uno stimolo, sta bene di testa e come fisico. Il gol di domenica è un gesto da campioni unici. Poi la scelta sta a lui, ma può continuare".

Diverso il discorso per Guidolin:
"Il mister è uno meticoloso, dal mercoledì inizia a entare in clima partita e inizia a farsi sentire. E' carismatico, normale che dopo tanti anni si vedono le sofferenze che vive. Si nota dall'interno che soffre, è teso, non so cosa farà. L'unica cosa è che a Udine gli va fatto un busto, come a Totò. Due anni in Champions è tanta roba".

La società ti ha mai proposto Watford?
"Nessuno mi ha chiesto di andare a Watford, ma se andassero in Premier molti soldi entrerebbero. Sarebbe positivo se la cosa venisse fatta con criterio, ma credo non facciano nulla a caso. Loro hanno una programmazione eccezionale, anche nell'anno peggiore con Galeone e Malesani hanno dimostrato polso, ma la squadra era lo stesso fortissima. E poi non scordiamoci che a Udine anche una EL è un bingo. Hanno un metodo eccezionale di fare calcio, tanto di cappello".

Quali, infine, le somiglianze tra Donadoni e Guidolin?
"Donadoni e Guidolin sono allenatori in gamba: il primo ha già allenato la Nazionale e il Napoli, Guidolin dopo 30 anni ha sempre fatto bene. Sono due allenatori scrupolosi che non lasciano nulla al caso. Oggi più di tutto sono i particolari che fanno la differenza, ma loro guardano a tutto. Oramai tutti i tecnici sono simili, poi la squadra se va o no dipende da tante componenti".

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